tradimenti
Il piacere di farlo cornuto
03.03.2026 |
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"Lei era accondiscendente e sottomessa: pur di continuare a farsi scopare non le importava nulla..."
Quando avevo quarant’anni, dieci anni fa, fui preso da un periodo di libidine curiosa. Pur avendo avuto nella mia vita tante varietà di donne, crebbe in me il desiderio di possedere una donna formosa: tettona, con un bel culo, una milf curvy ma non grassa, una bella vacca da letto. Non so perché nacque in me questa fantasia, ma andò proprio così e quindi cercavo in ogni occasione una preda del genere.Un giorno, a un convegno a dir poco palloso, ero seduto in disparte in una fila di sedie vuote quando, dopo circa dieci minuti, si sedette accanto a me una donna. Notai subito la gonna al ginocchio, le calze nere sotto e le scarpe con i tacchi. Un bel visino, belle labbra, capelli biondi mossi sulle spalle, e due grandi tettone che il vestito a stento tratteneva… da seduta mi sembrava proprio una gran fica. Le avrei dato più o meno la mia età… in realtà, come scoprii successivamente, ne aveva 47.
Dopo averla studiata con gli occhi, mi decisi ad attaccare discorso. Usai qualche battuta sulla noiosa tematica dell’oratore e riuscii così a strapparle qualche sorriso. A metà convegno la invitai a prendere un caffè con me e accettò di buon grado, forse anche lei per sfuggire alla noia.
Andammo al bar, ci presentammo e purtroppo venni a sapere che era sposata e con figli. A dire il vero mi scoraggiai un po’ dentro di me. Difatti non le chiesi il numero di telefono. Tornati al convegno, finito il tutto, ci salutammo cordialmente.
Il suo visino però, le sue tettone, le sue belle cosce, rimasero impresse nella mia mente, anche perché sembrava ideale per soddisfare la mia libidinosa fantasia. Conoscendo ormai il suo nome, dopo qualche giorno provai a contattarla sui social con un messaggio innocuo e divertente: ebbi risposta.
Da quel momento, con molta cautela da parte mia — era pur sempre una donna sposata — iniziò uno scambio di messaggi che fu un crescendo di battute, complimenti più o meno velati, espliciti o allusioni. Tenuto conto che mi dava corda, continuai. Ci scambiammo anche i numeri di telefono, finché non concordammo un primo appuntamento.
Al primo appuntamento andammo prima al bar; poi, usciti dal locale, la portai con la mia auto in un posto un po’ isolato, in riva al mare. Lì la baciai per la prima volta e iniziai a toccarle quelle meravigliose cosce e tettone. Purtroppo il tempo a nostra disposizione era poco e, dovendo lei tornare a casa, la accompagnai alla sua auto. Era fatta. Ero felicissimo.
Per il secondo appuntamento lei si organizzò meglio per poter restare più tempo fuori casa. Io la portai in un boschetto che conoscevo, parcheggiammo l’auto e, con tutta la voglia che avevo, iniziai a baciarla in bocca, a ciucciarle le tettone, a farmelo succhiare, a sditalinarla con sapienza e pazienza… finché, mezzi nudi, le salii sopra e iniziai a scoparla. Prima piano, poi sempre più forte, fino a farla venire.
Grande fu la mia sorpresa quando mi accorsi che il suo orgasmo era stato proprio tremendo per lei: era andata in estasi, felicissima. Una donna così bella e sexy, perché così sconvolta per un orgasmo? Come scoprii successivamente, nonostante le apparenze da vacca da letto, da femme fatale, non aveva mai avuto un amante e, sebbene lo facesse regolarmente con il marito — che non doveva essere una cima nel prendere una donna — l’ultimo orgasmo che aveva avuto con lui, che lei ricordasse, e non di grande intensità tra l’altro, risaliva a prima del primo parto. Incredibile.
Quel giorno la feci venire un’altra volta, a pecora, mentre la tenevo con mani ferme dal culo e le tettone le ballavano a causa dei miei colpi di cazzo. In effetti pure la fica strettina aveva.
Da quella volta iniziarono giorni meravigliosi. Era lei a cercarmi e a organizzarsi per stare via il più possibile da casa per scopare e godere con me. Questa strana situazione, a differenza sua — che iniziò a prendere gusto per questi orgasmi mai provati in vita sua — scatenò in me una fantasia erotica perversa di sottomissione.
Fu un crescendo. Dapprima iniziai a dirle parole volgari: mentre mi faceva i pompini le dicevo troia e pretendevo che lei confermasse. Poi dalle parole iniziai ai fatti di sottomissione. Le chiedevo di baciarmi e leccarmi le palle, la sborravo appositamente in viso per riempirla di sperma anche sui capelli, o la costringevo a ingoiare la sborra e nella mia mente immaginavo la sera a casa che dava il bacino a suo marito. Il bacino al cornuto dopo aver ciucciato il mio uccello.
Lei era accondiscendente e sottomessa: pur di continuare a farsi scopare non le importava nulla. Suo marito invece, il cornutone, divenne la mia fissazione e il mio diletto.
A titolo di esempio: mentre la penetravo le chiedevo se voleva il mio cazzo o quello di suo marito e lei rispondeva che voleva il mio uccello. Le ordinavo di non scopare con suo marito finché si vedeva con me e neanche di fargli pompini, al massimo una sega, e lei accettava. A volte le sborravo in bocca e poi le dicevo, quando tornava a casa, di trovare una scusa per farsi un selfie con suo marito mentre la baciava e poi inviarmi la foto. Che goduria ricevere quelle foto.
Altre volte, su mia richiesta, doveva aspettare che suo marito si addormentasse, farmi la videochiamata con il marito girato nel letto che dormiva e farsi il ditalino mentre guardava il mio cazzo. Comprai anche un vibratore grosso di gomma — lei non li aveva mai usati — per infilarglielo tutto nella fica mentre le mettevo il cazzo in bocca.
Le ho fatto di tutto. Anche il culo vergine, con la vasellina, gliel’ho aperto e allargato, anche se non amo particolarmente i rapporti anali, l'ho sfondata nel culo solo perche' neanche a suo marito l'aveva mai dato. Anche la sua figa, grazie alle stantuffate del mio cazzone in tutte e le posizioni ed al vibratore grosso e gommoso che le infilavo dentro tutto non era piu strettina come all'inizio ma bella larga. Le ho fatto tutto e ho sborrato in tutti i posti: dentro la fica, sulla pancia, nelle tette, sulle cosce. Riempita di sperma ovunque.
Oh, che giorni meravigliosi.
La mia fantasia verso il cornuto del marito non accennava a fermarsi, tanto che stavo già studiando e tastando il modo per renderlo cornuto consapevole e arrivare ad accettare la situazione, così da poter andare a casa loro a scoparla quando volevo: in sua assenza e ancora di più in sua presenza, nel loro letto matrimoniale. Volevo sborrarla nel suo talamo nuziale e suo marito doveva pulire la sborra con il fazzolettino e stare zitto come un cornutone.
Questa era la mia prossima fantasia che mi frullava in testa… follia.
Fortunatamente, causa trasferimento improvviso per motivi di lavoro all’estero, dovetti mollare questa storia, seppur con grande dispiacere per me e per il mio uccello. Ancora oggi mi chiedo come sarebbe finita…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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